SERVIZIConsulenza Mutui

Cos'è una Consulenza Mutui?

L’acquisto della casa è un passo molto importante che richiede molta attenzione e rappresenta un passo importante per ogni individuo e la sua famiglia.

È un impegno che va valutato con molta attenzione e ponderazione, cercando di arrivare alla soluzione migliore in maniera serena anche con una visione di più lungo periodo.

Il mutuo non ha solo una lunga durata, mediamente oltre 20 anni, ma anche l’iter di concessione è piuttosto lungo rispetto agli altri prodotti bancari. Anche se in teoria è possibile ottenere e vedersi erogare il finanziamento nel giro di un mese, nella pratica possono trascorrere anche più mesi per varie ragioni

Rivolgersi a degli esperti che sono in grado di consigliare come scegliere il mutuo ideale può aiutare a non commettere errori che potrebbero essere anche deleteri della stabilità familiare.

Come scegliere il mutuo ideale?

Generalmente, quando si cerca il mutuo per l’acquisto della casa si hanno tre alternative.
Rivolgersi alla propria <strong>banca</strong>

Rivolgersi alla propria banca

La prima e per molti la più logica, è quella di rivolgersi alla propria banca. Richiedere un mutuo a chi ci conosce da tanto tempo a volte può essere un errore, perché si dà scontato che la nostra banca ci riserverà condizioni migliori rispetto ad altri istituti di credito. Ma il più delle volte questo non accade mai. La banca è pur sempre una azienda che deve fare utili, non è certo una fondazione caritatevole. Ovviamente chiedere un preventivo alla propria banca è sempre il primo passo da compiere…magari sarà anche il migliore
Consultare i <strong>comparatori online</strong>

Consultare i comparatori online

Una seconda scelta per cercare il mutuo ideale è quella di consultare i comparatori di mutui online in cui vengono visualizzate diverse offerte da parte di più istituti bancari per scoprire il finanziamento che propone il tasso più vantaggioso. Il rischio è di scegliere la prima banca della lista senza avere alcuna certezza che il mutuo verrà poi approvato alle condizioni che propone.
Affidarsi ad un <strong>consulente finanziario</strong>

Affidarsi ad un consulente finanziario

L’ultima e forse la migliore soluzione è quella di affidarsi ad un Consulente Finanziario Indipendente che non lavora per nessuna banca o rete ed è pagato a parcella direttamente dal cliente. E’ la soluzione giusta per chi non ha dimestichezza con i temi bancari e per chi ha bisogno di un’assistenza attenta, costante e professionale da parte di un esperto che sappia consigliare la banca migliore e il prodotto su misura di ciascun cliente. Il Consulente Finanziario infatti sarà in grado di valutare attentamente la situazione del cliente e di conseguenza, dopo una profonda e attenta valutazione delle proposte di tutte le banche, sarà senza dubbio in grado di suggerire la soluzione che presenta le migliori condizioni sul mercato e che garantisce più probabilità della buona riuscita della pratica.

Quanto costa il consulente?

Mediamente le spese per una consulenza per l’acquisto di un’abitazione si aggirano intorno all’1,50% dell’importo di mutuo erogato, con una forbice che parte da 1% e che in alcuni casi può arrivare al 3%. Tutto ovviamente dipende dalla complessità della pratica.

Non ci sono costi iniziali per valutare e avviare la richiesta di mutuo.

Le spese per la consulenza verranno pagate a mutuo erogato e non prima.

Non ci sarà alcuna richiesta di compenso se la pratica di mutuo non dovesse andare a buon fine.

Puoi chiedere una consulenza gratuita senza impegno, anche se non hai ancora trovato l’immobile e vuoi sapere quale importo puoi ottenere dalle banche.

Come scelgo il mutuo?

Prima di scegliere il proprio mutuo è bene farsi queste domande:
Posso ottenere un mutuo?

Chiunque può richiedere un mutuo, purché possa dimostrare di essere in grado di restituire nel tempo la somma avuta in prestito. A tal fine, la banca valuterà il merito creditizio del consumatore.

Quanto posso chiedere?

In generale, la banca concede un importo sulla base del valore dell’immobile da acquistare, che non supera l’80% del valore dell’immobile stabilito in base alla perizia effettuata da un tecnico indipendente, nonché della valutazione del merito creditizio.
A volte gli intermediari concedono mutui che vanno anche oltre l’80% del valore dell’immobile, ma in questi casi richiedono maggiori garanzie e spesso applicano condizioni meno favorevoli per il cliente.

Quale rata mi posso permettere?

Prima di chiedere il mutuo è opportuno valutare attentamente il proprio reddito (soprattutto in prospettiva) e determinare la propria disponibilità mensile una volta sottratte le spese ordinarie. È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni di reddito causate, ad esempio, da malattia, infortunio, licenziamento.

Quanto mi costa il mutuo?

La principale componente del costo è costituita dagli interessi, che sono il compenso per il prestito erogato e dipendono anche dalla durata del mutuo.
Agli interessi si aggiungono altri costi, tutti indicati nel Foglio contenente le Informazioni generali che illustra le caratteristiche principali del prodotto offerto; è disponibile presso l’intermediario e sul suo sito internet. Nella pianificazione delle spese si deve inoltre tenere conto delle spese del Consulente Finanziario, delle spese notarili e delle imposte, da pagare una sola volta al momento della stipula del contratto di acquisto della casa.

Quale durata mi conviene?

La durata del mutuo, concordata tra cliente e intermediario e definita nel contratto, è uno degli elementi che determina l’importo della rata. La rata è formata dal capitale più gli interessi.
A parità di importo del finanziamento e di tasso di interesse, quanto più breve è la durata, tanto più alte sono le rate, ma più basso è l’importo dovuto per gli interessi; quanto più lunga è la durata, tanto maggiore è l’importo dovuto per gli interessi ma più basse le rate.

Tipi di mutuo

MUTUO A TASSO FISSO

Il tasso di interesse resta quello fissato dal contratto per tutta la durata del mutuo.

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Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato che dovessero verificarsi nel tempo.
Il tasso fisso è consigliato a chi teme che i tassi di mercato possano crescere e fin dal momento della firma del contratto vuole essere certo degli importi delle singole rate e dell’ammontare complessivo del debito da restituire.
A fronte di questo vantaggio l’intermediario spesso applica condizioni più onerose rispetto al mutuo a tasso variabile.

MUTUO A TASSO VARIABILE

Il tasso di interesse può variare a scadenze prestabilite rispetto al tasso di partenza perché segue le oscillazioni di un parametro di riferimento, di solito stabilito sui mercati monetari e finanziari.

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Il rischio principale è un aumento dell’importo delle rate. È bene aver presente che l’effetto di un rialzo dei tassi ha un impatto più rilevante sui mutui con scadenza più lunga.
A parità di durata, i tassi variabili all’inizio sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare l’importo delle rate, anche in misura consistente.
Il tasso variabile è consigliato a chi vuole un tasso sempre in linea con l’andamento del mercato, e comunque può sostenere eventuali aumenti dell’importo delle rate.

MUTUO A TASSO MISTO

Il tasso di interesse può passare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze fisse e/o a determinate condizioni indicate nel contratto. Vantaggi e svantaggi sono alternativamente quelli del tasso fisso o del tasso variabile.

MUTUO A TASSO DOPPIO

Il mutuo è suddiviso in due parti: una con il tasso fisso, una con il tasso variabile.

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Il doppio tasso è consigliato a chi preferisce una soluzione intermedia tra il tasso fisso e il tasso variabile, equilibrando vantaggi e svantaggi di ciascuno.

Quanto costa il mutuo?

Per capire quanto costa il mutuo in totale, oltre al tasso di interesse vanno considerati anche altri elementi.
  • IMPOSTE E AGEVOLAZIONI FISCALI
  • ALTRI COSTI

Se il mutuo è concesso da una banca, il cliente paga un’imposta pari al 2% dell’ammontare complessivo, o allo 0,25% nel caso di acquisto della “prima casa”. L’imposta è trattenuta direttamente dalla banca, per cui la somma che il cliente riceve è inferiore all’importo concesso.

Ci possono poi essere altre imposte legate all’iscrizione dell’ipoteca o ad altri adempimenti. Gli interessi pagati per un mutuo ipotecario per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale sono detraibili dall’Irpef.

L’importo e le condizioni per la detrazione sono fissati dalla legge.

Per approfondimenti:

Al tasso di interesse e alle imposte vanno aggiunti:

      • le spese di istruttoria (> Il mutuo dalla A alla Z), che possono consistere sia in un importo fisso sia in una percentuale calcolata sull’ammontare del finanziamento;
      • le spese di perizia, che possono essere richieste per la valutazione dell’immobile da ipotecare;
      • le spese notarili per il contratto di mutuo e l’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari;
      • le spese di consulenza del Consulente Finanziario;
      • il costo del premio di assicurazione a copertura di danni sull’immobile ed eventualmente dei rischi legati a eventi relativi alla vita del cliente che potrebbero impedirgli di rimborsare il prestito. Se l’intermediario chiede di stipulare un’assicurazione sulla vita è tenuto ad accettare, senza variare le condizioni offerte per l’erogazione del mutuo, la polizza che il cliente presenta o reperisce autonomamente sul mercato, sempre che la polizza offra un livello di protezione equivalente a quella proposta dall’intermediario. Se il cliente accetta di stipulare l’assicurazione offerta dall’intermediario, dovrà essere informato dell’ammontare della provvigione pagata dalla compagnia assicurativa all’intermediario. È importante fare attenzione ai costi della polizza: quella proposta dall’intermediario potrebbe essere più costosa di altre offerte sul mercato;
      • gli interessi di mora, se si paga la rata in ritardo. In genere comportano una maggiorazione percentuale rispetto al tasso pattuito per il finanziamento e decorrono dal giorno della scadenza fino al pagamento della rata;
      • la commissione annua di gestione della pratica, le spese per l’incasso della rata (l’elenco completo delle spese è nel Foglio contenente le Informazioni generali).

Come decidere?

Scegliere il tipo di tasso (fisso, variabile, misto, doppio)

È importante valutare vantaggi e svantaggi del tipo di tasso alla luce della propria situazione economica e delle condizioni del mercato, considerando i loro possibili sviluppi nel tempo.

È utile per questo richiedere il Foglio contenente le Informazioni generali in cui ogni banca deve illustrare tutte le caratteristiche dei mutui che offre.

Confrontare le offerte di più intermediari

I tassi e le condizioni offerti dalle diverse banche possono variare, anche di molto.

Le banche che hanno un sito internet pubblicano la Guida e il Foglio contenente le Informazioni generali: è quindi possibile confrontare le offerte con tutta la calma necessaria.

Su internet esistono anche motori di ricerca che offrono guide e suggeriscono i mutui più adatti alle esigenze di ciascuno. Naturalmente è sempre possibile richiedere i documenti informativi direttamente alla banca.

Un importante elemento da valutare e confrontare è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che tutte le banche devono pubblicare per legge sul Foglio contenente le Informazioni generali.

Il TAEG è una sintesi del costo complessivo del mutuo, che comprende il tasso di interesse (e quindi anche lo spread applicato dalla banca) e le altre voci di spesa (ad esempio spese di istruttoria della pratica e di riscossione della rata).  Se il tasso del mutuo è variabile o misto il TAEG è riportato in via meramente esemplificativa.

Selezionare la banca cui richiedere una proposta personalizzata: il PIES

Il Foglio contenente le Informazioni generali fornisce informazioni secondo uno schema standardizzato.

A seconda della propria situazione personale, il cliente può ottenere condizioni differenti. Dopo aver acquisito dal consumatore le informazioni sulle sue esigenze, sulla sua situazione finanziaria e sulle sue preferenze, la banca gli fornisce gratuitamente il modulo c.d. PIES (Prospetto Informativo Europeo Standardizzato), contenente le informazioni personalizzate necessarie per consentire un confronto tra le diverse offerte di credito sul mercato.

La consegna del PIES deve essere tempestiva e comunque, avvenire in tempo utile, prima che il consumatore sia vincolato da un contratto di credito o da un’offerta.

All’interno del formato standardizzato, il modulo deve indicare anche le condizioni contrattuali secondo le caratteristiche e le esigenze del cliente.

Attenzione!

Prima della conclusione del contratto di credito il consumatore ha diritto a un periodo di riflessione di almeno 7 giorni per poter confrontare diverse offerte, valutarne le implicazioni e prendere una decisione informata.

I 7 giorni decorrono da quando si riceve l’offerta vincolante da parte della banca. Durante questo periodo l’offerta è vincolante per la banca e può essere accettata dal consumatore in qualsiasi momento. L’offerta è accompagnata dal PIES, se quest’ultimo non è stato fornito in precedenza al consumatore o se le caratteristiche dell’offerta sono diverse dalle informazioni contenute nel PIES precedentemente fornito.

Nell’esaminare le proposte, fare molta attenzione a:

  • spread;
  • TAEG;
  • piano di ammortamento;
  • tutte le voci di spesa;
  • tempi per la concessione (devono essere compatibili con quelli necessari per l’acquisto dell’immobile);
  • risparmio fiscale, che può variare a seconda della composizione delle rate (quota capitale e quota interessi) stabilita nel piano di ammortamento.
Richiedere assistenza sull’offerta

Prima della conclusione del contratto e per tutto il periodo c.d. di riflessione, è possibile rivolgersi alla banca – o al Consulente Finanziario che segue la pratica –  per avere gratuitamente spiegazioni sulla documentazione precontrattuale fornita, le caratteristiche essenziali del prodotto offerto, gli effetti che possono derivare dalla conclusione del contratto, in termini di obblighi economici e conseguenze del mancato pagamento; ciò al fine di poter valutare se l’offerta sia adeguata alle proprie esigenze e alla propria situazione finanziaria.

Prima di firmare

FORNIRE I DOCUMENTI E LE INFORMAZIONI PER L'ISTRUTTORIA

Con l’istruttoria l’intermediario verifica il reddito, il patrimonio e le garanzie offerte dal cliente per valutare la sua capacità di rimborso nel tempo.

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Ogni banca ha le sue procedure, ma in genere i documenti da presentare riguardano:

  • informazioni anagrafiche, quali età, residenza, stato civile, eventuali convenzioni patrimoniali stipulate fra i coniugi o parti di un’unione civile;
  • informazioni che certificano la capacità di reddito:
    – per i lavoratori dipendenti, la dichiarazione del datore di lavoro che attesta l’anzianità di servizio, almeno l’ultimo cedolino dello stipendio e la copia del modello CUD (oppure il modello 730 o il modello Unico);
    – per i lavoratori autonomi o i liberi professionisti, le ultime dichiarazioni dei redditi, la certificazione della Camera di Commercio Industria e Artigianato, l’attestato di iscrizione all’albo se professionisti;
  • informazioni relative all’immobile, per esempio la copia del contratto preliminare di vendita (“compromesso”), la planimetria, il certificato di abitabilità, l’ultimo atto di acquisto o la dichiarazione di successione.

Il Foglio contenente le Informazioni generali indica le informazioni e le evidenze documentali che il consumatore deve fornire per la valutazione del merito di credito nonché il termine entro il quale fornirle.

PRESENTARE LE GARANZIE

La garanzia che la banca di solito richiede è l’ipoteca, che gli dà il diritto di far vendere l’immobile se il cliente non riesce a restituire il finanziamento.

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Per determinare il valore dell’immobile, e quindi della garanzia, l’immobile viene prima sottoposto a una perizia.
Il cliente può abitare nell’immobile ipotecato e può affittarlo. Venderlo, invece, può essere più complicato proprio a causa del vincolo cui è sottoposto.

La banca potrebbe richiedere altre garanzie oltre all’ipoteca, per esempio quando il cliente ha un reddito basso rispetto alle rate, non ha un lavoro stabile o chiede un mutuo per un ammontare superiore all’80% del valore dell’immobile. Tra le garanzie più diffuse c’è la fideiussione , rilasciata da un soggetto diverso dal cliente che richiede il mutuo.
Con la fideiussione il garante risponde della restituzione dell’intero finanziamento con tutto il suo patrimonio.

Attenzione!

Se devi acquistare un immobile da costruire verifica che la garanzia fideiussoria che ti spetta per l’eventuale restituzione dell’anticipo versato sia rilasciata da banche, compagnie di assicurazione o altri soggetti abilitati.

Sul sito internet della Banca d’Italia sono pubblicati specifici chiarimenti normativi e avvertenze sul tema delle garanzie finanziarie e la lista dei soggetti che sono stati segnalati per un’attività non consentita di rilascio di garanzie.

http://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/garanzie-finanziarie/index.html

https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/soggetti-non-legittimati/Allegato_GARANZIE.pdf

https://notariato.it/sites/default/files/Le_guide_per_il_cittadino_Acquisto_in_costruzione_set_14.pdf

VALUTARE I TEMPI PER L'EROGAZIONE DEL MUTUO

I tempi per ottenere il mutuo, cioè quelli che intercorrono tra la presentazione della documentazione e l’effettiva erogazione della somma sono indicati nel Foglio contenente le Informazioni generali.

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Il cliente può scegliere il notaio a cui rivolgersi.

Il mutuo di solito non viene erogato il giorno della firma del contratto ma solo dopo alcuni giorni, quando secondo la legge l’ipoteca ha normalmente raggiunto un maggior grado di sicurezza.

Attenzione!

Prima della conclusione del contratto informarsi delle possibili agevolazioni per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili. Per informazioni si può consultare, tra gli altri, il sito dell’Associazione Bancaria Italiana – ABI (https://www.abi.it/Pagine/Mercati/Crediti/Crediti-alle-persone/Mutui/Mutui.aspx?LinkFrom=Consumatori).

Per ulteriori informazioni su altre forme di finanziamento si può consultare il sito del Governo dedicato alla casa: https://www.casa.governo.it/guida.html

Un impegno finanziario importante

Ecco le principali attenzioni
Non indebitarsi oltre le proprie possibilità

Il mutuo è un impegno economico importante da sostenere nel tempo, sia per una persona sia per una famiglia.

Già al momento della richiesta, è essenziale valutare se le proprie entrate sono sufficienti per pagare le rate. Durante il periodo del mutuo possono infatti accadere eventi  imprevisti che richiedono nuove uscite (spese mediche, per la casa, per i figli) oppure che fanno diminuire le entrate (perdita del lavoro, cassa integrazione, malattie).

Prima di ogni richiesta di mutuo o finanziamento, bisogna considerare sempre se non ci si stia indebitando troppo. È bene tener inoltre presente che, dal momento della stipula del contratto, il mutuo viene registrato in diversi sistemi informativi sul credito, tra i quali quello gestito dalla Banca d’Italia e denominato Centrale dei rischi. Ai dati disponibili in tale archivio possono accedere le banche e gli altri intermediari finanziari. Anche il cliente può conoscere le informazioni presenti a suo nome nella Centrale dei Rischi. L’accesso è gratuito e può essere effettuato in modo veloce e sicuro anche online (https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/accesso-cr/).

Verificare che il tasso applicato non sia usurario

Al momento della firma del contratto il tasso di interesse non può superare la soglia dell’usura, una soglia definita in base al TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) e pubblicata sul sito internet della Banca d’Italia (http://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/compiti-vigilanza/tegm/index.html).

Se al momento della stipula nel contratto sono stati stabiliti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

Pagare le rate con puntualità, perché le conseguenze possono essere anche gravi

In caso di ritardato pagamento (totale o parziale) di una rata per oltre 30 giorni l’intermediario informa il cliente circa le conseguenze degli omessi pagamenti (ad esempio l’applicazione degli interessi di mora; la perdita del diritto di proprietà dell’immobile ipotecato) e le misure di sostegno eventualmente disponibili (ad esempio, le misure pubbliche o quelle messe a punto in sede di autoregolamentazione).

Gli interessi di mora si aggiungono alle somme già dovute.

Nei casi più gravi, la banca può ottenere lo scioglimento del contratto per:

  • mancato pagamento anche di una sola rata;
  • ritardo di oltre 180 giorni dalla scadenza nel pagamento anche di una sola rata;
  • ritardo (fra 30 e 180 giorni dalla scadenza) nel pagamento delle rate per più di sette volte.

Se la banca scioglie il contratto, il cliente deve restituire immediatamente il debito residuo. Se non può saldare il debito, l’intermediario può ottenere il pignoramento dell’immobile ipotecato e la sua vendita all’asta.

Se c’è un fideiussore, anche lui è tenuto a rimborsare quanto dovuto.

Un’ulteriore conseguenza dei mancati o ritardati pagamenti è che ne rimane traccia nella Centrale dei Rischi gestita dalla Banca d’Italia e negli altri sistemi informativi sul credito gestiti da operatori privati (ad es. CRIF). Nei casi più gravi di inadempimento degli impegni contrattuali il cliente può essere, in tali sistemi informativi, classificato “a sofferenza”. Ciò può compromettere la possibilità di ottenere un nuovo finanziamento in futuro.

Attenzione alle possibili conseguenze dell’inadempimento per il cliente

La banca e il cliente al momento della conclusione del contratto possono stabilire, con una specifica clausola – il cd. Patto Marciano – che in caso di mancato pagamento di un ammontare equivalente a 18 rate mensili, la banca acquisisca l’immobile costituito in garanzia, oppure i proventi della vendita dello stesso, senza dover attivare le procedure esecutive giudiziarie.  Il consumatore ha diritto di ricevere l’eventuale eccedenza tra il valore del bene (stimato – in caso di trasferimento al finanziatore –

da un perito indipendente, scelto dalle parti di comune accordo) o i proventi della vendita del bene e l’importo residuo del debito.

Il trasferimento del bene immobile o del ricavato della vendita dello stesso comporta l’estinzione dell’intero debito a carico del consumatore, anche se il valore del bene immobile trasferito (o l’ammontare dei proventi della vendita) è inferiore al debito residuo.

La banca non può condizionare la conclusione del contratto alla sottoscrizione della clausola; se il contratto contiene la clausola, il cliente è assistito, a titolo gratuito, da un consulente al fine di valutare la convenienza del contratto contenente il patto.

Se la rata nel tempo si rivela troppo alta, cercare subito una soluzione con l’intermediario

Se il cliente non riesce a pagare sempre e con puntualità le rate del mutuo, è consigliabile che si rivolga prontamente in banca – o al Consulente Finanziario che ne ha seguito la pratica – per cercare insieme una soluzione.

Le iniziative per venire incontro alle esigenze dei clienti in difficoltà possono prevedere:

  1. il rifinanziamento totale o parziale del credito;
  2. la modifica delle condizioni del contratto di credito, che possono includere:
    a) l’estensione della durata del contratto;
    b) la modifica della tipologia del credito; ad esempio, un contratto che prevede il rimborso contestuale, con ciascuna rata, di capitale e interessi può essere modificato convenendo, per un arco temporale predefinito, il solo pagamento degli interessi;
    c) il differimento totale o parziale del pagamento delle rate;
    d) la rinegoziazione del tasso di interesse;
    e) la sospensione temporanea del pagamento delle rate.

È possibile in qualunque momento trasferire il finanziamento presso altra banca, senza alcuna spesa o penalità. È la cosiddetta portabilità che consente di estinguere il mutuo utilizzando la somma concessa da dalla nuova banca e mantenendo l’ipoteca originaria. La somma verrà rimborsata alle condizioni concordate con la nuova banca. La banca originaria non può impedire o ostacolare il trasferimento del mutuo. Il cliente non deve sostenere alcun costo neanche indiretto (ad esempio commissioni, spese, oneri o penali), né per l’estinzione del mutuo con la vecchia banca né per la concessione del nuovo finanziamento.

Attenzione!

In caso di difficoltà a pagare il mutuo, evitare di rivolgersi a operatori non iscritti negli albi previsti dalla legge.

Nei casi stabiliti dalla legge, si può ricorrere ai fondi pubblici di sostegno quali:

  • Fondo di prevenzione dell’usura;
  • Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura;
  • Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui.

Chiarimenti? Reclami? Ecco chi contattare

Per ogni informazione utile il cliente può anche rivolgersi all’eventuale call center della banca.

Il cliente può presentare un reclamo scritto alla banca anche per lettera raccomandata A/R o per email.

I numeri telefonici e gli indirizzi sono indicati in fondo a questa pagina.

L’Ufficio Reclami della banca deve rispondere entro 60 giorni. Se non è soddisfatto o non ha ricevuto risposta, il cliente può presentare ricorso all’ABF – Arbitro Bancario Finanziario.

L’ABF è un sistema di risoluzione delle controversie che offre un’alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice.  Il procedimento si svolge in forma scritta e non serve un avvocato.

Per maggiori informazioni consultare il sito dell’ABF (https://www.arbitrobancariofinanziario.it/) dove sono pubblicate, tra l’altro, le decisioni dell’Arbitro, suddivise anche in base all’oggetto del ricorso, e le relazioni sull’attività dell’ABF.

Il cliente che intende segnalare un comportamento irregolare o scorretto da parte di una banca o altra società finanziaria può anche presentare un esposto alla Banca d’Italia gratuitamente e senza l’assistenza di un legale.

Per la Banca d’Italia gli esposti rappresentano una fonte di informazioni per l’esercizio dell’attività di vigilanza. Non interviene però con una propria decisione nel merito dei rapporti contrattuali tra intermediario e cliente.

Gli esposti possono essere presentati anche online: per informazioni si può consultare il sito della Banca d’Italia: https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/esposti/index.html.

I tuoi diritti

  • AL MOMENTO DI SCEGLIERE
  • AL MOMENTO DI FIRMARE
  • DURANTE IL RAPPORTO CONTRATTUALE
  • DOPO LA CHIUSURA
  • Ottenere gratuitamente in qualsiasi momento e portare con sé il Foglio contenente le Informazioni generali.
  • Avere a disposizione anche sul sito internet dell’intermediario il Foglio contenente le Informazioni generali e le Guide.
  • Ottenere gratuitamente il PIES prima di essere vincolati da un contratto da un’offerta e comunque dopo aver fornito all’intermediario le informazioni riguardanti le proprie esigenze, le proprie preferenze e la propria situazione finanziaria..
  • Conoscere il TAEG del mutuo.
  • Consultare il TEGM previsto dalla “legge antiusura” sul cartello affisso nei locali dell’intermediario o sul suo sito internet.
  • Valutare i costi delle polizze sulla vita proposte dalla banca a garanzia del mutuo e, eventualmente, cercare un’offerta migliore sul mercato.
  • Se il contratto di credito è offerto o commercializzato in un pacchetto che comprende altri prodotti o servizi finanziari distinti, avere chiarimenti sulla possibilità di recedere separatamente da ciascuno dei contratti compresi nel pacchetto e i relativi effetti.
  • Ricevere su supporto cartaceo o altro supporto durevole un’offerta vincolante che include la bozza del contratto di credito e il PIES, se quest’ultimo non è stato già consegnato oppure se le caratteristiche dell’offerta sono diverse da quelle indicate nel PIES precedentemente fornito.
  • Riflettere sull’offerta di finanziamento per un periodo di almeno 7 giorni, che decorre da quando il consumatore ha ricevuto la proposta di offerta vincolante per la banca. Durante il periodo di riflessione l’offerta è vincolante per la banca e il consumatore può accettarla in ogni momento.
  • Controllare che le condizioni contrattuali non siano sfavorevoli rispetto a quelle pubblicizzate nel Foglio contenente le Informazioni generali e a quelle contenute nel PIES.
  • Scegliere il canale di comunicazione, digitale o cartaceo, attraverso il quale ricevere le comunicazioni. Se il cliente sceglie il canale digitale, la banca non può imporgli spese per le comunicazioni cui il cliente ha diritto per legge.
  • Ricevere una copia del contratto, firmato dalla banca, e una copia del PIES, da conservare. Se la conclusione del contratto avviene online, ricevere l’attestazione della avvenuta conclusione del contratto, la copia dello stesso contratto e del PIES.
  • Ricevere comunicazioni periodiche sull’andamento del rapporto almeno una volta l’anno. Il cliente può contestare le comunicazioni periodiche entro i termini previsti dalla legge, cioè 60 giorni dal momento in cui si riceve la comunicazione.
  • Ricevere in anticipo dalla banca la proposta di qualunque modifica delle condizioni contrattuali, facoltà generalmente prevista nel contratto. La proposta deve indicare il motivo che giustifica la modifica. La modifica non può mai riguardare il tasso di interesse. La proposta può essere respinta; in questo caso, il cliente è tenuto a restituire il capitale ancora dovuto e il rapporto contrattuale termina.
  • Trasferire il contratto presso un’altra banca senza pagare alcuna penalità né oneri di qualsiasi tipo. È la cosiddetta portabilità.
  • Proseguire il rapporto contrattuale anche nel caso di ritardo nel pagamento di una rata non superiore a 180 giorni, nei casi previsti dalla legge.
  • Ottenere a proprie spese, entro 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione sulle singole operazioni degli ultimi dieci anni. La richiesta può essere fatta anche dopo l’estinzione del mutuo.
  • Estinguere in anticipo, in tutto o in parte, i mutui stipulati per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili destinati all’abitazione, senza pagare compensi, né oneri o penali.
  • Convertire un mutuo denominato in valuta estera in altra valuta quando la variazione del tasso di cambio è pari o superiore al venti per cento rispetto al momento della conclusione del contratto, secondo quanto previsto dalla legge; per la conversione del mutuo può essere richiesto, ove previsto dal contratto, di pagare un compenso onnicomprensivo.

Ricevere il rendiconto, con il riepilogo di tutte le operazioni effettuate.

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